La nostra storia

Intervista su Telecolor Pianeta Verde

 

La nostra storia brassicola comincia nel 2007.

 

Quando Daniele, Valeria e Giacomo subentrano nell’azienda familiare situata sulle colline piacentine ed estesa per ettari 45, dando un nuovo indirizzo produttivo orientandosi verso la produzione di birra.

L’appellativo scelto è quello di birra contadina, in quanto il nonno contadino rappresentava nel vissuto un compendio di esperienza, saggezza e rispetto del territorio.

Il primo problema che subito si pone è quello di poter utilizzare il proprio orzo, coltivato con il metodo dell’agricoltura biologica, per la realizzazione delle proprie birre.

 

Preso atto che non esisteva allora la possibilità di trasformare il cereale in malto, si prendevano contatti con la ditta Schwaben Maltz in Germania per poter portare il proprio orzo a maltare.

 

Sul loco l’amara constatazione che il proprio orzo venisse mischiato nei capacissimi silos e ci venisse restituito del generico malto di origine indeterminata.

La passione ci portava a chiedere di poter visionare lo stabilimento e giunti a metà del percorso, ci imbattemmo in una malteria sperimentale che tuttora viene utilizzata per le prove e i test sui nuovi cereali.

Incuriositi e fortemente motivati a disporre di un analogo strumento venivamo indirizzati presso il costruttore in quel di San Gallo in Svizzera.

 

L’ingegner Frey, titolare della Flucorrex, ci spiegava di aver costruito quel prototipo almeno una quindicina di anni prima e si dichiarava non disponibile a replicarla.

 

Ricerche bibliografiche e traduzione di testi dal tedesco ci portavano dopo varie ricerche a commissionare alla ditta BBC di Possagno un prototipo dalla capacità di 6 qtli a ciclo.

Eravamo nel 2008, non si parlava ancora di birra agricola.

 

La frana del 2009 ci mette in ginocchio, riaperto l’agriturismo e risistemate le abitazioni, si procede all’avvio della malteria.

 

La notizia diffusasi del possesso di questa malteria fa si che aziende agricole ci contattano sia per la maltatura che per la realizzazione di birre ottenute con i loro cereali.

È in questo modo che iniziamo a produrre birre di riso, sorgo, farro, tritordeum e altri cereali minori.

 

Attualmente, abbiamo installato una macchina più capace con un maceratore esterno che ci permette di portare avanti due cicli di maltazione contemporaneamente.

Da sempre, la scelta originaria di appellare la nostra birra “contadina” anziché indirizzarci ad utilizzare, secondo le mode correnti, dal cardamomo al coriandolo, essenze esotiche che non rientrano nella nostra filosofia produttiva aziendale, ci ha portato all’utilizzo di orzi tostati a legna in azienda, all’utilizzo di essenze autoctone quali il ginepro e altre ancora.

 

Essendo il birrificio ubicato in alta Val Luretta a una giacitura di 450 m.s.l.m e disponendo di un acqua di sorgente, non viene utilizzata acqua clorata di acquedotto e altresì la filosofia aziendale non prevede l’utilizzo di coadiuvanti di processo che, a nostro parere, troppo massicciamente entrano anche nelle birre artigianali.

 

Siamo orgogliosi perciò di affermare che la nostra birra contadina deriva veramente da una vera filiera agricola in quanto le aziende agricole che si rivolgono a maltifici industriali, sicuramente non ricevono l’orzo da loro conferito.

 

Considerando che lo scandalo del glifosato probabilmente è molto più diffuso di quanto si possa immaginare, appare evidente l’importanza di poter disporre di un maltificio che garantisca il ritorno del proprio prodotto.

Nel rispetto di tale filosofia, la nostra azienda agricola, pur maltando conto terzi non accetta cereale in conto deposito, ma assegna in comune accordo con il conferente un periodo di consegna e nell’arco di una settimana riconsegna il prodotto trasformato garantendo in questo modo la perfetta tracciabilità del prodotto.

 

La nostra azienda si pone con la filosofia a porte aperte in quanto vuole promuovere una vera filiera di birra agricola tutta italiana.

In tal senso, si sta costituendo una rete di imprese coinvolgendo sia produttori di cereali che produttori di luppolo.

This entry was posted in news. Bookmark the permalink.

Comments are closed.